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12/12/2011

Collaborazioni accademiche internazionali: in Italia cresce l’interesse verso i titoli congiunti

Un numero crescente di università sviluppa corsi che rilasciano titoli doppi o congiunti. Questo è il risultato principale emerso da un rapporto dell’Institute of International Education - IIE intitolato “Joint and Duble Degree Programs in the global Context”, che contiene i risultati di un’indagine condotta nella primavera del 2011 sulla valutazione del panorama esistente a livello globale in materia di titoli doppi e congiunti.

La mobilità riveste un ruolo chiave e rappresenta una priorità sentita da tutte le università del mondo; il 95% degli intervistati (245 rappresentanti istituzionali di università da 28 diversi paesi) ha dichiarato di aver intenzione di sviluppare titoli doppi o congiunti nel prossimo futuro, anche se solo il 55% ha una chiara politica istituzionale sullo sviluppo dei programmi congiunti e la percentuale di coloro che hanno sviluppato una specifica strategia di marketing scende al 45%. I paesi con i quali gli intervistati vorrebbero sviluppare nel futuro corsi congiunti sono: Cina, Stati Uniti, Francia, India e Germania.

Quasi tutti coloro che hanno risposto all’inchiesta hanno dichiarato di avere previsto l’aumento di titoli doppi o congiunti nella propria strategia d’internazionalizzazione. Il dato è molto importante, perché l’aumento del numero di corsi congiunti strutturati darà un aiuto fondamentale alla soluzione di tutti i problemi legati alla mobilità studentesca, quale ad esempio il riconoscimento dei crediti.

Il rapporto dello IIE contiene anche un esame delle tendenze specifiche dei sei paesi da cui è giunto il maggior numero di risposte all’inchiesta, tra cui figura anche l’Italia con più del 16% dei contributi (gli altri 5 sono: Stati Uniti 60%, Germania 56%, Francia 36%, Australia 15% e Regno Unito 11%).

Per quanto riguarda il livello dei corsi congiunti esistenti, in Australia il maggior numero di corsi congiunti si è registrato per i corsi di dottorato, negli Stati Uniti per i corsi di primo livello (undergraduate), mentre in Europa (Germania, Italia; Regno Unito) per i corsi di livello master. In Italia in particolare ben il 58% dei corsi registrati è di livello master e appena il 6% interessa il primo livello di studi.

Per l’Italia è interessante notare che dei 26 programmi congiunti dichiarati dalle università partecipanti, 11 prevedono il rilascio del titolo congiunto e 15 il titolo doppio. Le università italiane che hanno risposto al sondaggio hanno sviluppato corsi congiunti principalmente con la Francia, ma anche con istituzioni spagnole e tedesche. In misura minore con Paesi Bassi e Stati Uniti. La scelta dei partner è avvenuta, nella maggior parte dei casi, sulla base dei contatti internazionali già esistenti. In generale, la maggior parte dei corsi congiunti registrati è nel settore del “business and  management”; a seguire i corsi d’ingegneria e in materia di scienze sociali. Nel dettaglio, in Italia e Francia prevalgono i corsi congiunti in ingegneria, mentre in Australia, Stati uniti e Germania quelli in “business and management”. Caso a parte per il Regno Unito, in cui prevalgono i corsi in scienze sociali.

Web Consulting: ATG